Delitto di Usura

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Anatocismo bancario: come si calcola e come tutelarsi

 

Quante volte si è sentito parlare di anatocismo bancario senza magari sapere di esserne coinvolti: e allora cos’è l’anatocismo, come si calcola e quali sono le cose che dobbiamo sapere per tutelare i nostri conti correnti? Di seguito le risposte alle vostre domande.

Cos’è l’anatocismo?

Avete mai sentito da colleghi, amici, l’espressione "la mia banca mi applica gli interessi sugli interessi"? E’ facile che questa frase l’abbiate sentita spesso negli ultimi anni e, senza saperlo, stavate parlando proprio di anatocismo. Parola che deriva dal greco, l’anatocismo sta a significare proprio "la ripetizione” di un interesse su un altro, o meglio, rappresenta l’azione grazie alla quale vengono calcolati e sommati ulteriori interessi ad un capitale al quale erano già stati computati. Fino al 2013, la capitalizzazione degli interessi (o anatocismo) era un’operazione consentita…anche se alcune sentenze della Cassazione sono di avviso contrario…

Come si calcola l’anatocismo?

Il sistema di calcolo anatocistico è davvero semplice. Per farvi un esempio pratico, immaginate di avere un’apertura di credito (fido, etc.) sul vostro conto corrente per un importo pari a 10.000 euro ai quali viene applicato, come indicato contrattualmente,  un tasso annuo del 10%. L’interesse così calcolato su base annua sarà pari ad € 1.000 e verrà addebitato trimestralmente con la liquidazione degli interessi per un importo pari ad € 250,00. Allo scadere del secondo trimestre vi aspettereste di pagare la stessa somma di € 250,00 ed invece no: entra in scena l’anatocismo.

Il calcolo degli interessi maturati nel secondo trimestre non verrà più fatto sul capitale iniziale di € 10.000 ma sulla somma tra il capitale stesso e la quota interesse di € 250,00 per un totale di € 10.250. Ne consegue che l’importo da versare sarà diverso (maggiorato) rispetto a quanto contrattualmente pattuito. Sempre secondo il  nostro esempio, gli interessi del secondo trimestre verranno calcolati su € 10.506,25, nel terzo trimestre su 10.768,90, con una crescita esponenziale.

Il meccanismo è ovviamente chiaro e moltiplicatore: il correntista, trimestralmente, si vedrà addebitare somme relative agli interessi sempre crescenti durante tutto il tempo di permanenza nello stato debitorio.

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