Delitto di Usura

Movimento Vittime dell'Usura e della Estorsione Bancaria.
Assistenza Informativa, Tecnica e Legale

Contatti telefonici: 342 0504778 - 331 9523745


L’usura sopravvenuta e le sopravvenienze contrattuali: tra negazionismo ed esigenze di tutela.

 

L’idea del perseguimento di un generale equilibrio delle prestazioni contrattuali, quale generale tentativo di bilanciare le istanze di autonomia negoziale e quelle di proporzione, meritevolezza e tutela del contraente debole[1] è emersa nell’assetto della disciplina usuraria, grazie alla riforma apportata dalla Legge 7 marzo 1996, n. 108. Da un lato istanze legate all’esigenza di contrastare in termini realmente efficaci il fenomeno dell’usura hanno condotto all’abbandono di criteri prettamente soggettivistici, rimessi totalmente alla discrezionalità del giudice nell’individuazione dei fenomeni usurari, dall’altro, le limitazioni di cui all’art. 41 comma 2 della Costituzione, incidenti sul principio di autonomia contrattuale, hanno spinto verso un’oggettivizzazione dei parametri cui ancorare la disciplina dell’usura sia in ambito penalistico che civilistico, criteri volti alla tutela del mutuatario quale contraente debole da un lato[2], e dall’altro funzionali a dar vita ad una maggiore certezza nella ponderazione del fenomeno, anche allo scopo di non creare disuguaglianze nella valutazione circa la sussistenza di tutti gli elementi costitutivi dell’usura bancaria.

http://www.salvisjuribus.it/lusura-sopravvenuta-e-le-sopravvenienze-contrattuali-tra-negazionismo-ed-esigenze-di-tutela/


lusura-sopravvenuta-e-le-sopravvenienze-contrattuali-tra-negazionismo-ed-esigenze-di-tutela-1529999117b.html