Delitto di Usura

Movimento Vittime dell'Usura e della Estorsione Bancaria.
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Nuove regole in tema di anatocismo bancario

 

Lo scorso 15 aprile 2016 è entrato in vigore, con il decreto legge 14 febbraio 2016 n. 18 convertito nella legge 8 aprile 2016, n. 49, il nuovo testo dell’art. 120 T.U.B. (decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385) che regolamenta, per l’ennesima volta nel corso degli ultimi anni, la disciplina dei criteri di calcolo degli interessi di mora da applicare nei vari rapporti bancari (contratti di conto corrente, aperture di credito in conto corrente, mutui, ecc.). Se prima della modifica introdotta dalla legge n. 49 del 2016 era consentito agli Istituti di Credito capitalizzare gli interessi passivi di mora, previa espressa pattuizione ed a condizione che il medesimo criterio di calcolo fosse utilizzato anche con riguardo alla maturazione degli interessi attivi (c.d. condizione di reciprocità), la nuova versione dell’art. 120 T.U.B. sembra prevedere, almeno come principio generale, il divieto assoluto dell’anatocismo in ambito bancario. L’art. 120, 2° comma lettera b) T.U.B. dispone infatti che gli interessi debitori maturati non possono produrre ulteriori interessi, salvo quelli di mora, e che essi debbono essere calcolati esclusivamente sulla sorte capitale. Detto divieto è stato altresì ribadito dalla Delibera del Comitato Interministeriale per il Credito ed il Risparmio del 3 agosto 2016. Senonché l’effetto del divieto di capitalizzazione degli interessi moratori parrebbe essere in parte vanificato considerato che lo stesso art. 120, 2° comma lettera b) n. 2) T.U.B. dispone che il cliente possa autorizzare l’addebito degli interessi passivi al momento in cui essi diventino esigibili e che, in tal caso, l’importo addebitato a titolo di interessi venga computato quale sorte capitale. L’attuale formulazione dell’art. 120 T.U.B. induce la dottrina, che per prima ha analizzato l’ipotetico ambito di operatività della predetta norma, a ritenere che il legislatore, se da un lato ha stabilito il principio generale di divieto dell’anatocismo, dall’altro ha introdotto una fattispecie di deroga che consente la più volte criticata e stigmatizzata prassi dell’anatocismo bancario. Nella gestione quotidiana dei rapporti bancari è infatti prevedibile che il cliente venga invitato ad autorizzare l’addebito automatico degli interessi passivi senza attendere la loro naturale scadenza al 31 dicembre di ogni anno, con conseguente inevitabile capitalizzazione degli interessi moratori passivi. E ciò anche in assenza della c.d. condizione di reciprocità ritenuta indispensabile, prima della intervenuta modifica dell’art. 120 T.U.B., per considerare legittima la pratica dell’anatocismo. Per avere un quadro più chiaro ed esaustivo al riguardo sarà però necessario attendere la prime pronunce della giurisprudenza di merito che in tale ambito hanno sempre fornito agli operatori del settore un valido e concreto strumento interpretativo. Se volete approfondire l’ argomento riguardante l’ anatocismo bancario sul nostro sito www.delittodiusura.it tro verete un infinità di articoli e sentenze interessanti, se poi volete ulteriori spiegazioni potete contattarci telefonicamente al seguente numero di tel. 342.05.04.778 http://www.delit todiusura.it/b/anatocismo/


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