Delitto di Usura

Movimento Vittime dell'Usura e della Estorsione Bancaria.
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Quando la banca può effettuare la modifica unilaterale delle condizioni?.

L’attuale normativa (art.118 T.U.B.) prevede che sussistano precise condizioni:

  1. L’applicazione dello ius variandi è possibile ove sia stato contrattualmente previsto, e sia stata debitamente sottoscritta la clausola in sede di stipula contrattuale.
  2. Possono essere variati prezzi, tassi, e altre condizioni nei contratti a tempo indeterminato (esempio: conti correnti, apertura di credito) in presenza di giustificato motivo.
  3. Possono essere variate le condizioni nei contratti di durata (esempio: mutui o finanziamenti finalizzati), in presenza di giustificato motivo, ma non possono essere variati i tassi di interesse.
  4. La modifica unilaterale delle condizioni deve essere comunicata in forma scritta almeno 60 giorni prima.
  5. Le modifiche derivanti da decisioni di politica monetaria si applicano sia ai tassi creditori che debitori.

Se non vengono rispettate queste condizioni le modifiche non hanno efficacia, se sfavorevoli per il correntista bancario, e devono essere restituite le somme eventualmente prelevate dalla banca. Il cliente diverso da consumatore o microimpresa (e quindi medie e grandi aziende e professionisti), in virtù di una presunta migliore capacità e competenza può subire clausole che prevedano la modifica nei contratti a tempo determinato anche dei tassi di interesse. Ovviamente purché sia debitamente sottoscritta la relativa clausola.

Clausola da firmare espressamente

Considerando che i contratti bancari sono predisposti "a regola d’arte” dagli uffici legali delle banche per essere semplicemente compilati e firmati in filiale dai clienti, è facile immaginare come non si possa fare a meno di sottoscrivere la clausola e che nessuna negoziazione sia possibile. Il contratto bancario è un contratto di adesione dove non si possono variare le condizioni, ma semplicemente accettarle o meno.

Lo ius variandi esiste in tutti i contratti bancari, ma si tratta in ogni caso di clausola che deve essere appositamente approvata. Nel caso tu non voglia approvarla puoi cambiare banca, ma quale Banca vi rinuncerebbe?

All’apertura di un conto corrente firmi il contratto e relative clausole vessatorie. L’unica cosa che puoi fare è leggerle attentamente per sapere cosa aspettarti in futuro. Attenzione però se sei una media o grande azienda o un professionista potrebbe essere prevista una clausola diversa. La banca infatti, a differenza dei contratti rivolti a privati consumatori e micro-imprese, potrebbe poter variare anche i tassi di interesse di un prestito. Potrebbe cioè prevedere la modifica unilaterale dei tassi anche per i contratti di durata.

Leggi con attenzione pertanto il contratto e se sei nelle condizioni negozia precisamente i casi di applicazione.

Giustificato motivo

Riveste una grandissima importanza la condizione che impone un "giustificato motivo” per applicare una modifica contrattuale unilaterale. Di regola la banca non potrebbe modificare i contratti per semplice capriccio, ripensamento o solo per guadagnare di più.

Il problema è che la legge non determina quali siano questi motivi e pertanto la banca potrebbe approfittarsi di questo enorme potere a suo piacimento adducendo alle modifiche generiche giustificazioni. In una circolare del ministero dello sviluppo economico venne chiarito che possono giustificare l’applicazione dello ius variandi possono essere accadimenti che abbiano peggiorato la solvibilità del cliente (il merito creditizio) oppure variazioni economiche che incidano negativamente sul costo operativo delle banche.

Naturalmente se a fronte della tua contestazione di assenza di giustificato motivo alla modifica unilaterale delle condizioni contrattuali, la banca non dovesse fornire adeguate spiegazioni le clausole perderebbero di efficacia con diritto alla restituzione delle maggiori somme versate.

Comunicazione scritta

Un’altra importante condizione che la banca deve rispettare è la comunicazione della variazione che deve avvenire in forma scritta. E’ ormai prassi delle banche inviare le comunicazioni con posta ordinaria (o in via elettronica in caso di home banking) che non consentono pertanto di risalire ad una data certa come potrebbe essere nel caso di una raccomandata. Conoscere la data è fondamentale ai fini dell’efficacia della variazione in quanto la legge prevede 60 giorni di tempo per rifiutare la variazione e recedere dal contratto gratuitamente. I 60 giorni devono darti modo di capire la portata della variazione e decidere cosa fare in merito.

In caso di contestazione sarà la banca che dovà dimostrare di aver correttamente inviato la comunicazione e quando lo ha fatto. Non basterà però dire di non aver ricevuto la comunicazione per contestare l’applicazione di nuove condizioni sfavorevoli.

Conclusioni

Il potere accordato alla banca dallo ius variandi di modificare unilateralmente le condizioni contrattuali è davvero grande e ci si può difendere soltanto:

  1. leggendo il contratto con attenzione;
  2. tenendo sotto stretto controllo tutte le comunicazioni della banca che arrivano perché potrebbero incidere sui costi in maniera importante;
  3. contestando tempestivamente le modifiche unilaterali se si pensa che non rispettino le condizioni elencate prima;
  4. esercitando il proprio diritto di cambiare banca se non si è soddisfatti delle nuove condizioni.

Nel caso le modifiche incidano pesantemente sul rapporto sarà meglio verificare.http://www.delittodiusura.it


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